Articolo 21 – Taranto

È possibile usare la gastronomia e l’attività di ristorazione come strumenti adatti a promuovere l’integrazione. Lo dimostra il ristorante Articolo 21 di Taranto, dove lo chef Gabriele Falerio coordina un meritevole lavoro di squadra e coinvolge immigrati e detenuti per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro. E si misura con una cucina semplice, vera e naturale, volutamente priva di artifici e tecnicismi. Nell’ampia sala da pranzo, tra immagini del borgo antico e fotografie scattate in disagiate zone del pianeta, l’esordio è affidato alla fresca proposta degli antipasti. Dal carpaccio di pesce spada con cicorie, agrumi e mango, alla classica insalata di mare con verdure di stagione; dal farro con polpo, pinoli e olive taggiasche, fino a un assaggio davvero squisito di baccalà fritto. La tendenza alla classicità trova conferma in tutte le altre portate, con qualche piccola variante che valorizza comunque le materie prime del territorio, e così la corretta esecuzione dei cicarielli con vongole, cozze, mazzancolle e peperoni, si alterna alla soluzione degli strascinati integrali con cozze, peperoni e basilico.

Tra i secondi merita una segnalazione la fragrante frittura mista di pesce, che varia con il variare della disponibilità del pescato. Il criterio della solidarietà ispira anche le selezioni successive. Se il vino impropriamente definito della casa proviene da terre confiscate alla mafia siciliana, l’ottimo caffè finale è prodotto nella casa circondariale di Pozzuoli.

Ristorante Articolo 21, via Costantinopoli 2, Taranto.
Tel. 099.4713028, chiusura: mercoledì.
Carte di credito: tutte.

Circa 25 euro esclusi i vini.