Pipero – Roma
“Basta la parola” recitava un preistorico slogan pubblicitario del mitico “Carosello”, che i diversamente giovani forse potranno ancora ricordare. Ci è tuttavia ritornato in mente nello stesso momento in cui abbiamo varcato la soglia del ristorante Pipero di Roma. Pipero soltanto appunto, dal cognome del suo notissimo titolare Alessandro, che evidentemente si identifica nella propria attività, tanto da gestirla con una passione che riesce a fondersi con la professionalità e con la cura di ogni dettaglio. Così si spiega l’atmosfera di charme discreto e non appariscente che avvolge gli ospiti una volta entrati: tra il tono cordiale, sorridente e sempre impeccabile del servizio (coordinato da Achille Sardiello), le comode poltroncine, e i tavoli opportunamente distanziati. Il tutto, come per incanto, si riflette nelle operazioni di cucina dello chef Ciro Scamardella, governate con mano sicura, concretezza di risultati, e tecnica elegante. A partire dai divertenti amuse bouche, lo dimostrano tutte le portate. Dalla sorprendente delicatezza del ceviche di melone con zenzero e coriandolo; fino all’incisiva ma equilibrata sapidità della tartare di fassona con mandorle, acetosa e maionese affumicata. Oppure dal trionfo della tradizione, celebrata con l’imperdibile carbonara della casa,

fino all’interessante ed armoniosa sperimentazione del fusion, ampiamente risolta nell’agrodolce ricciola in tempura.

Ottimi il pane e la focaccia affumicata, e una selezione enologica di alto livello.
Pipero, corso Vittorio Emanuele II 250, Roma. Tel. 06.68139022. Chiuso la domenica.
Menu degustazione a partire da 100 euro.
www.piperoroma.it